giovedì 1 aprile 2010

ZERO ZERO CINQUE: L'APPELLO AL G20

ZERO ZERO CINQUE

Una piccola tassa contro la speculazione, una grande risorsa per tutti

Decolla anche in Italia la Campagna per chiedere al ministro Tremonti e al G20 di introdurre una mini-tassa su tutte le transazioni finanziare per arginare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione
Roma, 24 marzo 2010_ Parte da oggi anche in Italia la Campagna internazionale di raccolta di firme per sollecitare i capi di Stato e di Governo del G20 a varare - nel prossimo meeting fissato per giugno in Canada - una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito possa essere destinato a pagare parte dei costi della crisi innescata dalla finanza speculativa.
La tassa - di importo molto contenuto compreso tra lo 0,01 e lo 0,1 per cento di ogni transazione - potrebbe finanziare politiche sociali ed ambientali efficienti e necessarie nei Paesi sviluppati e ridare ossigeno alla cooperazione internazionale per lo sviluppo dei Paesi del Sud mondo, vittime di una crisi della cui genesi non hanno alcuna responsabilità.
La Campagna - lanciata oggi in occasione del summit dei Capi di Stato e di Governo dell'UE e del meeting delle Nazioni Unite dedicato a Finanza e Sviluppo - è promossa in Italia da Social Watch (che riunisce Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ucodep, Fcre, Lunaria, WWF Italia, Acli, ARCI/ARCS, Mani Tese, Sbilanciamoci), Sistema Banca Etica, ATTAC Italia, CISL, FIBA CISL, Consorzio Goel, Lega Missionaria studenti, CVX, GCAP, FOCSIV - Volontari nel Mondo, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Valori, AMISnet, Azione Cattolica.
Le firme raccolte saranno inoltrate al Governo Italiano e in particolare al ministro dell'Economia On. Giulio Tremonti per chiedergli di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell'introduzione di una Tassa sulle Transazioni finanziarie. Tasse di questo tipo già esistono in alcuni Paesi e l'idea di adottarle su scala globale si sta facendo sempre più strada tra i leader di molti Paesi Europei e non solo. Si stima che tassando dello 0,05% (un valore intermedio nella forbice tra le proposte più severe che puntano allo 0,1 e le più morbide che propongono lo 0,01) ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari nella sola UE si potrebbe registrare un gettito tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui, mentre a livello mondiale il gettito sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi di dollari l'anno. Cifre importanti, che permetterebbero agli Stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle grandi banche e con le misure di sostegno all'economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa (secondo stime recenti del Fondo Monetario Internazionale il costo globale della crisi avrebbe raggiunto i 13.620 miliardi di dollari a livello globale).
Il gettito di una piccola tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe permettere agli Stati di avere risorse a disposizione per attuare politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale efficaci ed efficienti e più che mai necessarie visto l'elevatissimo costo sociale della crisi.
«Non solo - spiega Andrea Baranes, ricercatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e di Social Watch - la tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe anche un ottimo strumento per permettere alla politica di regolamentare i mercati finanziari. Una tassazione dello 0,05%, infatti, non scoraggerebbe certo quegli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo e che mettono i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell'economia reale. Essa sarebbe tuttavia un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare: quegli operatori che comprano e vendono strumenti finanziari centinaia o anche migliaia di volte in un giorno, rendendo i mercati instabili e volatili, sarebbero costretti a pagare lo 0,05% su ogni transazione».
«Il ricorso imponente alla finanza speculativa da parte delle grandi banche d'affari è diventato elemento prevalente rispetto al ruolo di sostegno al lavoro, alle famiglie e allo sviluppo. Il sistema finanziario ha creato un evidente squilibrio economico con un rischio con un rischio che è stato caricato alla collettività, ai contribuenti - sottolinea Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl - che ancora una volta sono stati chiamati ad intervenire per salvare le stesse banche. La tassa sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo avrebbe il pregio - come affermato dall'economista Paul De Grauwe - di far pagare un prezzo assicurativo contro tale rischio. Ne sosteniamo con forza l'introduzione per investire in coesione sociale, nel lavoro e per contrastare la povertà».

Per firmare la petizione e per avere maggiori informazioni visita il sito www.zerozerocinque.it

giovedì 11 marzo 2010

Rsu Fim: sciopero CGIL e collegato lavoro


RSU FIM-Caterpillar su sciopero CGIL e su Riforma Processo del Lavoro

La RSU FIM-Caterpillar intende fare un po di chiarezza in merito ad alcune questioni che, in questa settimana, se da un lato stanno alimentando una sana discussione in azienda, dall'altra rischiano di lasciare una disinformazione pericolosa, deleteria e che presta il fianco a facili strumentalizzazioni.

Prima questione, sciopero CGIL di venerdì 12 marzo:

  • in merito allo sciopero di venerdì cm la RSU FIM intende precisare che, proprio sui temi per cui venerdì sciopera la CGIL (Contrastare la crisi, Fisco ed immigrazione) la Cisl e la FIM hanno già fatto una manifestazione il 27 febbraio scorso.

Seconda questione, Riforma del Processo del Lavoro:

  • in merito al Disegno di Legge 1167 B che, a nostro avviso, per alcuni aspetti contiene delle normative tali da poter mettere in difficoltà l'impianto dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, la FIM-CISL ritiene opportuno tentare, nei 12 mesi pre-attuativi della legge stessa, mettere in piedi tutte le iniziative possibili, partendo dalla contrattazione, atte a rendere il provvedimento il linea con i reali bisogni dei lavoratori ed allontanando, da una possibile mobilitazione sull'argomento, ogni ingerenza politica, tipica di periodi pre-elettorali come questi.

Terza questione, libertà individuali:

  • La RSU-FIM ritiene ogni singolo dipendente, iscritto e non, libero di decidere le proprie posizioni, nonché azioni, riguardo a scioperi e manifestazioni indette, legittimamente, da altre Organizzazioni Sindacali. Questo modo di pensare e di agire appartiene da sempre alla nostra cultura, libera e pluralista nelle idee e nei fatti, a dimostrazione del rispetto per la Dignità di scelta e di azione di ogni singolo Lavoratore, iscritto e non.

Quarta questione, Unità d'Azione:

  • la RSU-FIM auspica inoltre che, quanto prima, si riesca a raggiungere un Unità d'Azione da parte di tutto il mondo sindacale a partire dalla delicata, quanto urgente, partita del Fisco, puntando ad una seria politica di riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente.


Jesi, lì 11/03/10

FIM-CISL Caterpillar

domenica 7 marzo 2010

Festa della Donna: Le Origini


8 MARZO, FESTA DELLA DONNA


"Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.

Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa ,le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza." da italiadonna.it

Vada come vada, a noi piace ricordare l'importanza della Donna come perno cruciale nella società ed in particolare nel mondo del lavoro.

Auguri a tutte le Donne dalla Fim-Cisl Caterpillar


sabato 6 marzo 2010

Riforme:Attenzione ai Diritti!




RIFORMA DEL PROCESSO E DELLE CONTROVERSIE DI LAVORO

ATTENZIONE AI DIRITTI!

Il disegno di legge delega 1167 B, il cosiddetto “collegato al lavoro” approvato dal Parlamento contiene diverse norme in materia di lavoro tra le quali quelle inerenti la riforma del processo e delle controversie di lavoro.

In questo caso si introduce rispetto al percorso giudiziario che rimane comunque disponibile, un canale parallelo, ossia quello della conciliazione e dell’arbitrato.

Nel nostro ordinamento la conciliazione e l’arbitrato sono strumenti di tutela che già esistono (favorendo il non appesantimento del numero e dei tempi delle cause di lavoro) e che sono attivati dai lavoratori in base al tipo di controversia in essere sapendo che in modo particolare rispetto al licenziamento è più adeguato ricorrere al giudice.

Detto questo siamo contrari all’introduzione della clausola compromissoria inserita nel contratto di assunzione, ossia al fatto che il datore di lavora possa indurre il lavoratore all’atto dell’assunzione a rinunciare al percorso giudiziale, in cambio della via arbitrale in base a considerazioni di “equità” qualora si verifichino delle controversie di lavoro.

Tutto ciò fa si che il lavoratore sarà costretto a scegliere tra il posto di lavoro oppure minori tutele.

Si riconosce un ruolo alla contrattazione collettiva che può provvedere entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge la regolazione dell’arbitrato, ma in mancanza il Governo interviene unilateralmente con proprio provvedimento.

L’invadenza del Governo nell’affrontare i temi del lavoro e la sua volontà di non ascoltare le modifiche richieste da parte del sindacato al disegno di legge, sono la dimostrazione di come venga considerato residuale il confronto con le parti sociali.

Non possiamo permettere che il sistema di tutele costruito con tanti sacrifici dal movimento sindacale possa venire penalizzato da norme che mirano a svuotare il sistema delle tutele e dei diritti.

Ancona, lì 06/03/10 FIM-CISL MARCHE

mercoledì 24 febbraio 2010

Cometa: Rendimento gennaio 2010

Inizio del 2010 difficile per mercati finanziari, dove si confermano le difficoltà riscontrate nel 2009. Come si può notare dal grafico i comparti Monetario Plus e Sicurezza consolidano i risultati ottenuti nel mese di Dicembre, nello stesso tempo i comparti Reddito e Crescita vanno in controtendenza rispetto ai risultati ottenuti nell’ultimo semestre 2009.


Ancona, lì 20/02/2010 Fim Cisl Giampiero Santoni Componente dell'assemblea Nazionale Fondo Cometa





sabato 13 febbraio 2010

Privatizzazioni: a rischio "Difesa" e "Protezione Civile"


Privatizzata la Difesa Italiana (da rivista "Valori", febbraio 2010)

Una serie di iniziative, varate a raffica negli ultimi mesi, allontana definitivamente i cittadini dal controllo di alcuni pilastri come la Difesa e la Protezione Civile e apre la strada ad altre privatizzazioni in settori delicatissimi. Nella Legge Finanziaria 2010, composta da due soli articoli, ma con ben 247 commi, viene varata la privatizzazione della Difesa Italiana.
Ce ne parla Gianni Alioti, coordinatore per il settore internazionale della Fim-Cisl:
"Difesa Servizi SpA gestirà l’acquisizione di beni e servizi per le Forze Armate, secondo regole privatistiche (meno vincolanti sui reati di corruzione/concussione e abuso d’ufficio), con scarsa trasparenza (eliminazione della gara pubblica) e senza dover rispondere alla Corte dei Conti. Se è vero che il controllo societario è nelle mani del Ministero Difesa, sarà il Ministro in carica a scegliere dirigenti e membri del Cda senza controllo parlamentare. E' una forma di "privatizzazione" molto simile alle liberalizzazioni post-sovietiche, dove la nomenclatura al potere si è appropriata di pezzi dello stato. Anche in Italia si sta creando un precedente pericoloso per l'architettura statale e per la pubblica amministrazione, che in futuro potrà applicarsi a sanità, istruzione e giustizia. Com’è già avvenuto con la "Protezione Civile Spa", che gestirà appalti ed emergenze per conto della Presidenza del Consiglio senza obblighi di consultazione e rispetto del diritto pubblico".
Continua Alioti: "Nei compiti di Difesa Servizi c’è, inoltre, la valorizzazione d’immobili e aree del demanio militare con i più svariati usi, esempio lo smaltimento dei rifiuti, con l'aggravante di gestire "affari privati" in siti secretati come militari. Se ci sono esigenze di far cassa è meglio, allora, alienare in modo trasparente e riconvertire a usi civili - a favore di privati e comunità locali - tutte le basi, strutture, caserme e immobili non più necessari ai fini della difesa, riducendo così le “servitù militari”.

giovedì 11 febbraio 2010

Confindustria, Cgil, Cisl, Uil insieme per Haiti


Raccolta fondi in aiuto della popolazione colpita dal sisma

Confindustria e le Segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di assumere un'iniziativa congiunta in aiuto delle popolazioni colpite dal catastrofico sisma che si è abbattuto sui territori della Repubblica di Haiti, in particolare sulla città di Port au Prince. Come già realizzato in occasione di altre calamità naturali, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil hanno raggiunto un accordo per favorire la raccolta di contributi volontari pari a 1 ora di lavoro da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un contributo equivalente da parte delle imprese. I contributi, raccolti nell'arco dei prossimi 4 mesi, confluiranno in un Fondo che verrà utilizzato per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione. Le precedenti iniziative congiunte hanno consentito di impiegare oltre 2 milioni di euro per interventi volti a favorire la ripresa economica, il lavoro e l'occupazione in alcune zone del Sud-Est asiatico colpite dallo tsunami nel dicembre 2004, mentre a breve sarà definita la destinazione dei 7 milioni e 300mila euro raccolti a favore delle popolazioni della Regione Abruzzo.

I contributi verranno raccolti tramite il c/c n° 8000046 Codice IBAN: IT 11 U 01030 03201 000008000046 attivato presso Monte Paschi Siena intestato a Confindustria, CGIL, CISL, UIL "FONDO PER POPOLAZIONE DELLA REPUBBLICA DI HAITI".
La raccolta dei fondi avrà termine entro il 31 luglio 2010